Brescia. In una lettera aperta inviata alla sindaca di Brescia, Europa Verde chiede che venga rivista la decisione del consiglio comunale dello scorso 28 marzo che aveva approvato la realizzazione dell’ascensore al Castello. La lettera è firmata dai due co–portavoce di Europa Verde della provincia di Brescia, Nicoletta Fiotta e Dario Balotta. Eccone il testo.
«Egr. signora Castelletti sindaca di Brescia,
il collegamento con il Castello può essere un’occasione per adottare un sistema di trasporti innovativo senza una nuova, costosa (i costi sono quasi raddoppiati), non prioritaria e impattante opera come l’ascensore. L’impianto fisso costituirebbe una ferita per il territorio. Molto più utile sarebbe una graduale riduzione del traffico in tutta l’area del Cidneo, con un piano della mobilità sostenibile, nella zona del parco del Castello».
«La sua giunta e il consiglio comunale potrebbero rivedere il progetto riconsiderandone l’approvazione, recuperando un dibattito approfondito, che non c’è stato. Orientandosi verso l’acquisto di minibus elettrici, il cui mercato offre una vasta gamma di prodotti. L’acquisto di bus elettrici potrebbe essere ricompreso nei finanziamenti della Regione che ha stanziato 4 milioni di euro. Adottando un sistema modulare sperimentale, si tratterebbe sempre di un collegamento verticale, anche se non ad impianto fisso. Ciò non farebbe perdere i contributi regionali».
«Gli alti costi d’investimento, quasi 9 milioni, e di gestione, poco meno di 200 mila euro annui, dell’impianto fisso sono consistenti e imprevedibili (data la mancanza di uno studio costi-benefici). Un ripensamento motivato non violerebbe il contratto con gli elettori, che ne ignoravamo gli alti costi e gli scarsi benefici. Da non sottovalutare il voto contrario in consiglio da parte della lista civica presente nella maggioranza “Brescia Attiva”, molto attenta sui temi della sostenibilità».
«I costi dei minibus sono nettamente inferiori e la loro versatilità assicura una efficente ed economica gestione. Il mercato offre bus elettrici modulari con tecnologie e produzione italiana, capaci di risolvere con nuovi metodi i problemi della mobilità, unendo i pregi di un sistema a tratta fissa, come l’autobus, con la capillarità di sistemi a tratta personalizzata, come il car sharing e il taxi a chiamata. Possono agganciare veicoli assieme, garantendo una riduzione del traffico dell’80% e un risparmio, in termini di costi, del 60%. Inoltre, possono modificare, in tempo reale la capienza».
«Per coprire l’intero investimento, l’amministrazione utilizzerebbe 5 dei 62 milioni dei dividendi di A2A per il Comune di Brescia. Le risorse non sono piovute dal cielo, derivano dagli extra profitti della multiutility ottenuti anche grazie a bollette energetiche, sempre più care per famiglie e imprese. Proprio per questo le risorse, andrebbero spese per redistribuire alla popolazione bresciana parte dei dividendi di A2A con impieghi socialmente utili».
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