I dati del settore delle costruzioni in provincia di Venezia, negli ultimi cinque anni, indicano un aumento delle sedi di impresa: si registrano più di 10.500 realtà (in crescita di 381 unità tra fine settembre 2019 e fine settembre 2024) per un aumento percentuale del 3,7%. Tendenza simile al comparto immobiliare e ad altre realtà dei servizi che crescono. Al contrario si verificano cali nel settore del commercio, agricoltura e manifatturiero. Finita l’epoca delle agevolazioni fiscali, a salvare il settore sarà la vocazione ricettivo turistica del Veneziano.
A snocciolare i numeri la Cgia di Mestre, a margine di uno studio dal titolo “L’edilizia alla prova dello sboom dei bonus. Quali impatti nel 2025?” presentato giovedì 3 aprile dai ricercatori Andrea Vavolo e Daniele Nicolai. Anche in termini di localizzazioni nelle costruzioni, ossia la somma di sedi di imprese ed unità locali, si verifica un andamento simile a quello registrato per le sedi d’impresa con un aumento di pari entità negli ultimi 5 anni.
Sotto il profilo occupazionale lo scatto è ancora superiore con un numero di addetti intorno ai 27.000 nel territorio della città metropolitana e in crescita di 2.300 unità nel raffronto con i 5 anni precedenti: il tasso di crescita occupazionale nel quinquennio è pari al 9%, un tasso quasi doppio rispetto al totale dei settori dove, in provincia di Venezia, si assiste a un aumento del 5%.
Nel settore costruzioni l’incremento occupazionale è avvenuto nel comparto della finitura e demolizione di edifici (1. 300 occupati in più in 5 anni) e in quello della costruzione di edifici ed opere (+12%). Emerge dalla comparazione dei dati, invece, una stabilità occupazionale con riferimento agli installatori di impianti.
L’aumento della numerosità delle imprese e degli addetti nel settore delle costruzioni riflette la crescita degli investimenti in costruzioni (da parte di, famiglie, imprese e della pubblica amministrazione che investono soprattutto in fabbricati non residenziali e opere pubbliche) avvenuta nell’ultimo quinquennio. Con 1,8 miliardi di euro di valore aggiunto, ossia la differenza tra Pil, imposte dirette e contributi alla produzione, nel territorio metropolitano di Venezia il settore costruzioni pesa per il 6,5% sul “Pil provinciale”.
Nel Comune, invece, il valore aggiunto era di 400 milioni nel 2022, circa 50 in più, ossia un 10 per cento, nel 2024. Gli addetti alle costruzioni sono 7 mila, un terzo del personale dedicato al ricettivo, al primo posto, e al manifatturiero, 10 mila.
Terminati bonus e incentivi? «Gli anni segnati da lockdown e Covid» spiega Michele Furlan, capo categoria edili Cgia Mestre «Sono stati in qualche modo, e ciò è innegabile, trainati dai bonus e dal superbonus in particolare, che hanno comunque rilanciato l’economia nonostante il costo più alto sia stato pagato dallo Stato e dunque dai cittadini. Ma evidentemente c’è incertezza per gli anni a venire. Il mercato è drogato da queste misure. Ora si rientra nei ranghi, in linea con le tendenze pre bonus».
Ma c’è una nota positiva che edulcora lo sboom: «Venezia e il Veneziano risentiranno meno della flessione in vista perché il settore sarà sostenuto dalle opere pubbliche finanziate dal Pnrr e dalla vocazione turistico-ricettiva della nostra provincia che genera un volume d’affari legato ad alberghi, case, B&B».
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