Un’importante operazione della Guardia di Finanza di Egna, in collaborazione con gli ispettori dell’Inps, ha portato alla luce un sistema di sfruttamento del lavoro che coinvolgeva quasi 500 lavoratori irregolari impiegati nella raccolta di ortaggi in Alto Adige e in provincia di Verona. Le ispezioni sono state effettuate in sei aziende agricole riconducibili agli stessi proprietari, e hanno rivelato irregolarità significative.
Scoperta la frode fiscale nelle aziende agricole
La maggior parte dei lavoratori coinvolti, ben 356 persone, era impiegata nelle aziende agricole situate in Alto Adige, con il restante numero di lavoratori distribuito tra le aziende veronesi. L’indagine ha accertato che i lavoratori venivano pagati in contante, ma con ore di lavoro superiori a quelle indicate nelle buste paga. Questo stratagemma ha permesso ai datori di lavoro di versare contributi ridotti, evadendo significative somme fiscali.
Lavoro nero e contributi evasi
Nel corso dell’operazione, sono stati individuati 21 lavoratori in nero, ovvero privi di qualsiasi contratto formale, senza alcuna garanzia né diritto alla tutela sociale. Le ispezioni hanno inoltre evidenziato l’omesso versamento dei contributi previdenziali per un importo totale che sfiora i 700 mila euro. Alle aziende coinvolte sono state irrogate sanzioni amministrative per oltre 84 mila euro.
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