ANCONA – Ad oggi resta confermato il termine del 31 marzo per adempiere all’obbligo di stipula di polizze contro i rischi catastrofali e le calamità naturali da parte delle imprese. Dunque, quasi quattro milioni di imprese in Italia, diverse migliaia nelle Marche hanno a disposizione pochissimo tempo per sottoscrivere polizze di particolare complessità.
«Si tratta, con tutta evidenza, di una tempistica impraticabile» protesta Confartigianato Marche, che chiede una proroga, anche in considerazione dell’emendamento di proroga al 31 dicembre 2025 approvato in Commissione per i soli settori della pesca e dell’acquacoltura. Ma non solo. «Chiediamo – ribadisce Moira Amaranti presidente di Confartigianato Marche – una revisione dell’impianto normativo perché le incertezze sono troppe». Le imprese inoltre devono stipulare una polizza senza poter confrontare in modo trasparente le offerte disponibili, a causa dell’assenza del portale IVASS per confrontarle. Inoltre mancano criteri chiari sulle coperture obbligatorie dato che la normativa lascia ampio spazio all’interpretazione e non ci sono parametri precisi.
«Richiamiamo il Governo all’impegno nella prevenzione – sottolinea Gilberto Gasparoni, segretario di Confartigianato Marche – per mettere in sicurezza il territorio, i cittadini e le imprese. Dalle pur indispensabili risposte all’emergenza bisogna passare all’utilizzo delle risorse del Pnrr per azioni di tutela dell’ambiente, soprattutto nelle zone colpite dal dissesto idrogeologico, con la realizzazione di opere e infrastrutture adeguate, la manutenzione ordinaria con controlli costanti per verificarne tenuta ed efficienza. Inoltre una delle conseguenze è che si possa scoraggiare ulteriormente l’apertura di nuove imprese nei territori già colpiti da eventi calamitosi e di affossare quelle che già operano».
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